02-01-2016
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Archivi giornalieri: 31/10/2015

Pedone investito a Modica Alta

97015_Modica_RG,_ItalyUn modicano di 80 anni è stato investito venerdì in Piazza Gesù, mentre stava attraversando la strada, da un’autovettura Renault Kangoo  condotta da un uomo di 50 anni. L’ambulanza del 118 ha provveduto a trasportare il ferito all’ospedale Maggiore dove i medici del pronto soccorso, dopo gli accertamenti, lo hanno ricoverato con una prognosi di quindici giorni, salvo complicazioni. Sul luogo dell’incidente è intervenuto il Nucleo di Pronto Intervento della Polizia Locale per i rilievi e per stabilire eventuali responsabilità.

Tre arresti per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina

AngileriLa Polizia ha catturato, in esecuzione del provvedimento della Procura Generale di Catania a seguito del rigetto del ricorso per Cassazione, Donato Angileri, ragusano di 34 anni e residente a Pozzallo, Mahmoud Abdalla Farag, egiziano di 47 anni, domiciliato a Pozzallo e Mohamed Essabah Lutfi, palestinese di 38 anni, domiciliato a Vittoria. I tre, arrestati già nel mese di agosto 2012, erano stati sottoposti a fermo di Polizia Giudiziaria a Pozzallo per aver costituito un’associazione a delinquere finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Il loro modus operandi era quello di organizzare i cosiddetti viaggi della speranza per i migranti che volevano raggiungere l’Europa ed una volta giunti sulle coste siciliane, fornire ogni assistenza per la permanenza clandestina. I tre erano stati condannati alla pena di 5 anni e mezzo, parte della quale scontata agli arresti domiciliari ed oggi tornano in carcere essendo stato rigettato il loro ricorso.

Modica, sequestri di armi e droga

piante cannabis copiaLa Polizia venerdì ha effettuato decine di perquisizioni a Modica per un controllo straordinario del territorio. All’interno dei locali sono state rilevate infrazioni amministrative e 5 avventori sono stati trovati in possesso di hashish e marijuana per uso personale. Durante le perquisizioni uno dei ragazzi trovato in possesso di droga è stato denunciato anche per detenzione di armi ed oggetti atti ad offendere, considerato che aveva nella tasca dei pantaloni un tirapugni in ferro, arma particolarmente pericolosa ed utilizzata spesso per le risse. Al termine dei controlli nei locali sono state effettuate altre 6 perquisizioni domiciliari a carico di soggetti pregiudicati e sono state controllate 20 persone agli arresti domiciliari ed altre sottoposte a misure di prevenzione della sorveglianza speciale. Sono state sequestrate diverse dosi di hashish e marijuana (anche in piante alte 1,20 metri). Il possessore è stato denunciato in stato di libertà, si tratta di un disoccupato modicano di anni 35, che dovrà rispondere di coltivazione di sostanze stupefacenti. Un altro modicano è stato trovato in possesso di diverse dosi di droga già confezionate, bilancino di precisione e materiale per il confezionamento. Considerata che la droga non ha superato i limiti previsti è stato denunciato in stato di libertà, nonostante i pregiudizi specifici.

Svelato un nuovo tassello sugli omicidi dei ragusani Tumino e Spampinato

IMG_7973Un documento inedito, conosciuto dalla Procura di Ragusa: una lettera anonima, battuta a macchina, indirizzata nel 2008 alla famiglia Spampinato e alla magistratura ragusana, in cui si fa il nome del presunto autore del delitto dell’ingegnere e antiquario Angelo Tumino. Si indica la «gelosia» come movente e si descrive nei particolari la dinamica dell’omicidio avvenuto la sera del 25 febbraio del 1972 a Ragusa. Un altro frammento da unire al complesso intreccio che lega il delitto dell’antiquario a quello del giornalista ragusano Giovanni Spampinato, ucciso sette mesi dopo. La lettera è stata presentata al pubblico e analizzata in occasione di “Spampinato43”, l’incontro del 29 ottobre patrocinato dal Comune di Ragusa per il 43° anniversario dell’omicidio del giornalista. Una giornata di riflessione e studio in cui si è cercato di allargare l’obiettivo su un “caso” che a distanza di oltre quattro decenni continua a far discutere e suscitare polemiche. Nella sala del cinema Ideal a Ragusa si è svolto un confronto alla presenza di Salvatore Spampianto, fratello di Giovanni, introdotto dalle note di Stefano Meli e da un ricordo di Giovanni Meli, amico fraterno del cronista ucciso. I giornalisti Carlo Ruta e Luciano Mirone, insieme a Vincenzo Cascone, autore del  docufilm “L’Ora di Spampinato” hanno rispolverato i tasselli di una vicenda che ancora oggi resta coperta da tentativi di insabbiamento e depistaggio. Le domande sono le stesse di 40 anni fa: chi ha ucciso Tumino? Perché nell’istruttoria non si è fatta piena luce sul ruolo di Roberto Campria, figlio dell’allora presidente del Tribunale di Ragusa e reo confesso dell’omicidio Spampinato? Il giornalista, nel rigoroso e coraggioso esercizio della sua professione, aveva toccato fili pericolosi, e nel farlo, aveva messo a nudo le inadempienze della magistratura. Inadempienze che oggi risultano «chiare ed evidenti» anche all’attuale procuratore di Ragusa Carmelo Petralia, intervenuto durante l’incontro. «Campria – ha detto il procuratore – era la prima persona da sospettare, da interrogare in maniera pressante. Messo sotto torchio avrebbe potuto, se non confessare le proprie responsabilità nel delitto Tumino, quantomeno fornire degli elementi importanti. Tutto ciò non è accaduto».

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