26-10-2015
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Archivio della categoria: Arte

La chitarra di Kurt Rosenwinkel “zittisce” la piazza del Vittoria Jazz Festival

Kurt Rosenwinkel Quartet in concerto“Grazie Vittoria”. In un italiano apprezzabile, a conferma della sintonia raggiunta col pubblico che ha amato il suo concerto, Kurt Rosenwinkel si congeda dopo un applauditissimo bis, frutto di un assolo alla chitarra, dalla “piazza” del Vittoria Jazz Festival, rimasta straordinariamente in silenzio, perché colpita dalla classe e dalla tecnica sopraffina di uno dei migliori chitarristi al mondo. Il chitarrista di Philadelphia, uno dei più grandi della sua generazione, col suo sguardo magnetico, semi nascosto da un cappello molto trendy, in stile americano, è entrato in empatia col numeroso pubblico del festival. Un’identità marcatamente d’oltreoceano, che si avverte per tutto il tempo del concerto. Dove le reminiscenze sonore ascoltate hanno, molto spesso, condotto ad un altro artista molto amato qual è Pat Metheny. Altra amatissima “guitar” statunitense, che ha saputo rendere morbido il suo free jazz, genere che, guarda caso, nasce proprio a Chicago, tra la fine degli anni Cinquanta e Sessanta. Morbidezze di chitarra che hanno ammaliato una gremitissima Piazza Henriquez, che è stata popolata da un pubblico attento che è riuscito a sintonizzarsi sulle onde del jazz, esplodendo in un fragoroso applauso finale rivolto al gruppo americano di jazzisti composto oltre, a Rosenwinkel alla chitarra, anche da Aaron Parks, sublime al piano, e amabilissimi anche Orlando Le Fleming al basso, e Allan Mednard alla batteria. La serata, baciata dalla fine del vento di tramontana, è proseguita all’interno del Castello Henriquez, dove è tornata, per libere improvvisazioni, la “guitar” di Andrea Gomellini e il suo “quartet”, applaudito venerdì del Jazz Club.

PRESENTATO “MISTERA”, NUOVO ALBUM DEI TALEH    

taleh_07Pozioni magiche, scongiuri e fantasmi buoni, tra riti e dissacrante ironia, con musiche che evocano i canti e i ritmi della Sicilia, mostrando una continua ricerca ed una grande maturità artistica. “Mistera” è stato svelato. Il nuovo album dei Talèh, uscito il 15 giugno scorso, è stato presentato ieri sera al pubblico con un doppio sold out al Teatro Donnafugata di Ragusa Ibla. Un doppio concerto, che in entrambi i turni ha conquistato gli spettatori. Nostalgici e nuovi appassionati hanno accolto con entusiasmo i brani del nuovo album, che dopo sei anni dalla precedente fatica discografica, ha confermato il forte ascendente e la grande empatia che la formazione musicale tutta iblea riesce ad instaurare con il pubblico. Dallo “Scunciuru ppì ccu nun vò corna”, che ha visto in scena durante il concerto lo chef cuciniere-errante Carmelo Chiaramonte interpretare lo stregone, ai “Cientu puzza”, la storia-leggenda che narra dei demoni che hanno realizzato ben cento pozzi in una zona arida nell’immediata periferia di Ragusa. E poi c’è tanta identità del territorio ma anche leggende e credenze nel nuovo album dei Talèh, con “’A ‘nciuria” che porta in rassegna i personaggi e i loro soprannomi identificativi, fino ai “Patrun’o luocu”, cioè i fantasmi della casa, in teoria buoni e protettivi, che vegliano sui luoghi. Non mancano le canzoni piene di sentimento come “Rimmi pueta” o “Quannu” mentre altri brani, come “Beddu nostru Signuri”, scritta da Guglielmo Tasca, “Caricaricci” o “’A ‘nciuria”, che porta in rassegna i personaggi e i loro soprannomi identificativi, diventano quasi novelle filastrocche o danze dal sapore celtico o ancora ballate mediterranee e ritmi tipici della tarantella siciliana. Il brano che da il nome all’album, “Mistera”, scritto dal poeta Pippo Di Noto, offre una serie di sonorità ricche di contaminazioni mediterranee. Un mix di suoni, tradizioni, identità, storie, riti, esoterismo che, come lo stesso Di Noto ha ricordato in apertura del concerto, “si perpetuano nell’animo popolare”. La speciale serata di presentazione ha visto la presenza di numerosi musicisti che hanno collaborato con i Talèh nella realizzazione dell’album. A sorpresa anche i componenti della Banda di Avola, diretta dal maestro Sebastiano Bell’Arte, che nascosti tra i pubblico sono improvvisamente sbucati fuori dai palchetti laterali, emozionando gli increduli spettatori. I Talèh sono formati da Salvatore Dipasquale (voce, marranzano), Gianni Guastella (voce), Vincent Migliorisi (chitarre, mandolino, mandola, bouzouky, basso, percussioni, voce), Peppe Sarta (voce, fisarmonica), Andrea Chessari (tamburello, percussioni), Rino Taverna (basso, basso tuba). Nel doppio live sul palco anche Sebastiano Nanè (flauto traverso, zampogna), Saro Tribastone (mandolino), Luigi Cosentino (fisarmonica).

Vittoria jazz festival, domenica Lee Konitz

Kurt RosenwinkelIl “Vittoria Jazz Festival Music & Cerasuolo Wine 2015” entra nel vivo col terzo weekend di concerti. E sarà un fine settimana dai nomi altisonanti. Il ‘clou’ è previsto domenica 21 giugno, con la con la presenza del leggendario sassofonista Lee Konitz. Altre due settimane di festival da gustare, cominciando venerdì 19 giugno, con la riapertura del Jazz Club. Appuntamento alle 22 con Andrea Gomellini Quartet. La formazione, capitanata dal chitarrista Gomellini e composta da Daniele Tittarelli al sax alto, Luca Pirozzi al basso e Andrea Nunzi alla tromba, si esibirà nella “street” della movida vittoriese, in quel tratto di via Cavour dove si colgono maggiormente le atmosfere e il colore da Jazz Club, per la presenza dei locali “à la page” della città. Al sofisticato Gomellini, il compito di ricreare le sensazioni da “Cotton Club”. Del resto, le sonorità del suo jazz ci riportano a Kenny Burrel, Jim Hall, Scott Henderson e Barney Kessel, di cui potrebbe essere tra i migliori epigoni. Del chitarrista, negli ambienti del jazz, è ben nota la preparazione tecnica, attenta soprattutto negli arrangiamenti, ma sempre in perfetta sintonia con la libertà di improvvisazione che è la “cifra” stilistica del jazz. E la chitarra tornerà ad essere ancora protagonista nella seconda serata della terza settimana del “Vittoria Jazz Festival”, quando, sabato 20 giugno, in Piazza Henriquez, alle 22, il proscenio della rassegna sarà tutto per la “guitar” di Kurt Rosenwinkel Quartet. Un jazz che torna ad arricchirsi degli slang sonori dell’americanità. Rosenwinkel sarà accompagnato da Aaron Parks al piano, Orlando Le Fleming al basso e Allan Mednard alla tromba. Ma sarà Lee Konitz, il patriarca del jazz, storica icona, l’indiscusso re di questa seconda settimana del “Vittoria Jazz Festival”. Attesissima esibizione quella del sassofonista americano, legittimamente annunciata da Cafiso e Garrasi come “l’evento” dell’ottava edizione della kermesse. Sabato 20 e domenica 21 giugno torneranno anche le proiezioni cinematografiche del “Vittoria Jazz & Blues Film Festival” curate dalla direzione artistica di Giuseppe Gambina. Un altro gigante del jazz è pronto a materializzarsi nel “tempio” della rassegna vittoriese, quando lo schermo riporterà agli spettatori il volto di Miles Davis. Un tributo cinematografico, “Miles Gloriosus”, ancora una volta firmato da Daniele Ciprì e Franco Maresco, precederà le esibizioni di Rosenwinkel e di Konitz.

“Ell@s”, il progetto di Francesca Commissari sui trans di Caracas a Welcome to Paradise  

11120905_607299746078758_3041942345567571913_o-2Di lei scrive e parla tutta Italia, in questi giorni, come già spesso è accaduto nella sua lunga carriera di fotoreporter, per il reportage sulla condizione delle donne romene che vivono e lavorano, sfruttate, tra le serre del vittoriese. Francesca Commissari sarà tra gli artisti ospiti della quinta edizione di Welcome to Paradise con un altro dei suoi progetti di ricerca e denuncia sociale: “Ell@s”, che ha cominciato a sviluppare un paio di anni fa sui transessuali di Caracas. Negli anni in cui è stata la fotografa delle inchieste per il quotidiano El Nacional, in Sudamerica, ha vissuto nella Caracas dei grandi cambiamenti fino a quando a marzo dell’anno scorso è stata arrestata durante una manifestazione. “Tra i lavori che sto seguendo lì c’è questo sui transessuali – spiega Francesca Commissari – che è un fenomeno molto diffuso a Caracas. L’idea è nata da uno spunto specifico, ovvero quello di indagare sulla presenza dei minori in questo mondo: molti ragazzi di 13 o 14 anni vengono cacciati di casa ed entrano in questa sorta di comunità, anche se non hanno una tendenza trans, avvicinandosi ai più vecchi che cominciano a cambiarli per renderli più attraenti. Col tempo ho fatto amicizia con molti di loro, ho documentato la vita della strada, ma sono stata anche nelle loro case e voglio tornare lì per continuare a raccontare le dinamiche di questo mondo”. Quella di Francesca Commissari sarà una delle opere di quest’edizione del Paradise che affronteranno il tema assegnato dal direttore artistico Marcel Cordeiro, quello dell’Insolito Umano, attraverso il racconto dell’umanità che vive ai margini ed è spesso vittima di ingiustizie sociali. È il caso del progetto di Lorenzo Sammito sulla lapidazione, di quello di Chiara Amore sulla violenza sulle donne in India. Pamela Vindigni realizzerà l’intervento “Abbandono”, con lo scopo di far emergere emozioni, sentimenti, pensieri e riflessioni e acquisire consapevolezza su un disagio che condiziona l’esistenza umana. Martina Sammito lavorerà ad “Anorex Bistrot”, un’opera che vuole rappresentare l’insano rapporto che il soggetto anoressico instaura con il cibo e di riproporre sul piatto la ricerca ossessiva della perfezione che egli rincorre senza mai prendere fiato. Francesco Nicastro, Noemi Guastella e Lorella Savarino faranno un’installazione su “Merce Umana”, il mercato dell’uomo che svende l’uomo, la sua dignità, i suoi valori, il rispetto verso se stesso. Accanto a queste opere ci saranno quella di Franco Menna, “Three hundred tree plus one”, sulla deforestazione, e quella di Giorgia La Rocca, “Sleeping pigs”, sul maltrattamento degli animali. L’appuntamento con Welcome to Paradise, organizzato dall’associazione Rionarte presieduta da Tonino Di Raimondo è al 27 e 28 giugno prossimi.

CONCORSO DI POESIA “CHIARAMONTE GULFI CITTA’ DEI MUSEI”

la giuria apre le buste per il VII concorso di poesia chiaramonte gulfi città dei musei284 partecipanti per 632 poesie pervenute: questi i numeri impressionanti della VII edizione del Concorso Nazionale di Poesia “Chiaramonte Gulfi città dei musei”, organizzato dall’associazione Nusquama e dall’associazione culturale “Nivera”, in collaborazione con il Comune di Chiaramonte Gulfi. Direttore artistico della manifestazione, il poeta chiaramontano Sergio D’Angelo che, insieme ai cinque membri della giuria, ha assistito all’apertura delle buste avvenuta presso il Palazzo Municipale di Chiaramonte Gulfi. Sono arrivati componimenti poetici da ogni parte d’Italia e non solo: una delle buste, infatti, è pervenuta dalla lontana Australia, tantissimi dal Veneto, dalla Lombardia, dal Piemonte. Non si contano neppure le adesioni dalla Sicilia (principalmente da Palermo e da Catania, oltre alla Provincia di Ragusa) e, in generale, dal Sud Italia. Si è praticamente raddoppiato il numero dei partecipanti rispetto all’edizione 2014: l’anno scorso, infatti, sono stati in tutto 162 gli iscritti al concorso. Adesso, il lavoro spetta ai cinque membri della giuria. Successivamente, verrà proposta una prima rosa di candidati alla vittoria da cui poi usciranno i vincitori di sezione, ma anche il vincitore assoluto dell’edizione 2015, la prima novità di quest’anno. La serata di premiazione si svolgerà il primo agosto alle 20.30 presso i giardini comunali di Chiaramonte Gulfi.

 

WELCOME TO PARADISE  

IMG_4302Una doppia scala per ascendere al Paradise e scoprire poco a poco le installazioni che lungo il percorso della rionale d’arte quest’anno declinano il tema dell’#InsolitoUmano. Il direttore artistico Marcel Cordeiro ha affidato a due degli artisti che hanno aderito alla sua “chiamata” il compito di interpretare in chiave artistica proprio l’elemento simbolico delle scale, che peraltro è quello che maggiormente caratterizza il quartiere di Monserrato e non solo: “La scala è un elemento che identifica e definisce tutta la città – spiega Cordeiro – e che condiziona chi ci vive, oltre ad entrare nel nostro immaginario con un suo ruolo e un suo valore”. Così Franco Menna trasformerà una delle scale del Paradise in un desolato e sofferto percorso di denuncia sull’insensibilità dell’uomo nei confronti della natura, con particolare riferimento alla deforestazione, mentre Elisa Corallo lavorerà all’installazione di una vera e propria Scala di Giacobbe. “Con un’impostazione tutta concettuale – spiega quindi Cordeiro – da lì si entrerà nel grande mercato del Paradise dove simbolicamente tutte le opere saranno in vendita, dove anche noi metteremo un po’ in vendita la nostra anima”. Da qui l’idea di riprendere il tema della “fiera delle vanità”, già presente in altre edizioni del Paradise, con una “Walk of Fame” che sarà realizzata da Emanuela Selvaggio e quella che sarà l’ormai nota Zona Rossa del Paradise, dove ci saranno anche le opere di Andrea Pancino, Francesco Lucifora e Stefano Caruso. Dall’altra parte ci saranno tutte le altre forme dell’#InsolitoUmano, non quelle spinte all’apparenza, alla ricerca spettacolare della sovraesposizione, ma quelle silenziose che vi stanno ai margini o semplicemente sono presenti nelle nostre stesse vite senza che siamo in grado di comprenderle e di affrontarle. Così ci sarà il progetto sui trans di Caracas di Francesca Commissari, un’installazione di Chiara Amore sulla violenza sulle donne in India e una di Giorgia La Rocca sui maltrattamenti degli animali, Davide Frasca ed Emanuele Stracquadanio con la loro Famiglia di Spaventapasseri, Flavia Puglisi con il Bagno Pubblico e Martina Sammito con il suo Anorex Bistrot, Pamela Vindigni con un’opera sull’abbandono dei minori, Suki Lam con un lavoro sulla terza età, Francesco Nicastro, Lorella Savarino e Noemi Guastella con l’opera “Merce Umana” e naturalmente il progetto “Io non uccido”, con cui Welcome to Paradise ha stretto nei mesi scorsi un gemellaggio con Farm Cultural Park. Sulla stessa scia le opere di Simone Mastrelli e Giampaolo Lauretta, accanto ad un’opera di grafica monumentale di Saro Iemmolo, ad un nuovo progetto fotografico di Lorenzo Sammito, ad un intervento alto 4 metri di Gabriele Giannone, che sarà visibile dalla parte bassa della città e alle sculture dello svizzero Jacques Basler. Tra le “non opere” quest’anno il Paradise sperimenterà anche il “Teatro invisibile”, grazie alla collaborazione con Marco Zanni e Simone De Pasquale. L’appuntamento con Welcome to Paradise, organizzato dall’associazione Rionarte presieduta da Tonino Di Raimondo, è al 27 e 28 giugno prossimi.

Comiso, restaurate opere d’arte all’Annunziata

CrocifissoSabato 6 giugno, alle ore 20,30, presso la Basilica Maria SS. Annunziata di Comiso, avrà luogo la presentazione dei lavori di restauro, realizzati grazie alla generosità di tre fedeli benefattori e riguardanti le seguenti opere: Crocifisso (detto di Fra Umile da Petralia, risalente al XVIII sec.), Madonna del Rosario (Sebastiano Alessi, 1726), Anime del Purgatorio (F.lli Vaccaro, 1857). Presenzieranno: Sebastiano Patané, restauratore di Ragusa, che illustrerà con l’ausilio di pregevoli video le varie fasi del restauro; don Peppino Antoci, responsabile Beni culturali della Diocesi di Ragusa; l’Arcidiacono Parroco don Giuseppe Cabibbo.

54 TELEVISORI SUL PROSPETTO FRONTALE DEL MET A MARINA DI RAGUSA  

met2b 2015 3Sono iniziate le trasmissioni a Marina di Ragusa: in onda nuove contaminazioni di arte urbana. E’ stata completata ieri sera, e subito svelata, l’installazione #Met2b ideata anche per l’estate 2015 dagli architetti Elisa Muccio e Danilo Dimartino. Dopo i cavi elettrici neri apparsi nelle scorse settimane lungo il prospetto esterno del Met, il locale di tendenza in riva al mare, e dopo la presenza nel fine settimana appena trascorso di differenti postazioni con vecchi televisori a tubo catodico disseminati in vari punti della frazione marinara, ogni elemento si è adesso ricongiunto, svelando nella propria interezza il nuovo progetto Urban Art MEeTing. I lunghi cavi tranciati hanno attirato a sé le tv per riconnetterle alla propria linfa vitale. 54 sagome di televisori “pendono” sulla facciata del Met. Sullo sfondo i cavi elettrici. Un numero non casuale, che richiama il 1954, anno che segna l’inizio delle trasmissioni della televisione italiana. Un omaggio al mezzo più discusso dell’era moderna, amato ed odiato, demonizzato ed elogiato. Ed è con questo mezzo che gli artisti e i creativi dovranno confrontarsi quest’anno durante l’estemporanea già programmata per il 1 agosto, trasformandolo da contenitore a contenuto, donandogli nuova vita e rendendolo un’opera d’arte. Le sagome in legno e plexiglas che raffigurano i vecchi televisori saranno infatti il supporto su cui si potranno sbizzarrire i creativi che come sempre giungeranno da tutta la Sicilia e dal resto d’Italia. Una parete che dunque si trasformerà in contenitore di messaggi dal forte impatto comunicativo e al tempo stesso emotivo, un megafono moderno che passa dai cavi neri. Cavi elettrici tranciati e penzolanti in modo casuale che aspettano solo la connessione giusta per trasformare l’elettricità in energia e questa in messaggi, immagini, colori, suoni che animeranno scatole di legno pronte a diventare monitor e televisioni o meglio tele-visioni. I cavi tranciati trovano la loro connessione con l’unico cavo ancora integro, magicamente protesto verso l’alto dalla sagoma di un adolescente che, intento a giocare, si è improvvisamente fermato a guardare incuriosito l’insolita pioggia di filamenti. Da questa unica connessione partono nuove idee e nuove tele-visioni. “Il numero 54 non è casuale – spiegano all’unisono gli architetti Elisa Muccio e Danilo Dimartino – Il 1954 è infatti l’anno in cui sono iniziate ufficialmente, attraverso la Rai, le trasmissioni televisive in Italia. Ci siamo allora chiesti come l’immagine, trasmessa prima via cavo e poi via etere, si sia trasformata proprio nell’era dell’immagine e come la televisione stessa sia a sua volta cambiata. Da quel 1954 ad oggi i cambiamenti sono stati molteplici e anche il modo di guardare la televisione è cambiato, sempre meno attraverso il televisore-scatola e sempre più attraverso la modalità on demand da youtube o dai siti web sullo schermo del proprio pc o smartphone. E proprio come dei bambini incuriositi, immaginiamo gli spettatori di questa installazione nel momento in cui ciascuna tv in legno sarà reinterpretata dagli artisti e dai creativi nella consueta estemporanea d’arte che sarà realizzata in estate, guardando le nuove tele-visioni e i palinsesti personali che saranno offerti alla fruizione pubblica. Nel frattempo l’installazione ospiterà spettacoli di videomapping animando la facciata esterna mentre nella parte bassa, su schermi di alcuni televisori reali, girano in loop alcune selezioni visive, un found footage a cura di Alessandro De Filippo”. Dopo tre settimane di esposizione in verticale, a fine agosto le opere d’arte saranno poste all’asta e il ricavato servirà per il nuovo progetto culturale del prossimo anno. Come sempre sarà possibile seguire l’evoluzione del progetto sulla pagina facebook del Met www.facebook.com/metsicilia e sui social attraverso l’hashtag #met2b

MIGLIAIA DI RAGUSANI HANNO RESO OMAGGIO ALLA MEMORIA E ALL’ARTE DI GIORGIO CAVALIERI.  

Giorgio CavalieriUn grande successo la personale di Giorgio Cavalieri, pittore ibleo, che a Ragusa Ibla ha fatto registrare migliaia di presenze di ragusani che sono accorsi appositamente a visitare la mostra e ad ammirare le sue opere. Moltissimi anche i turisti. La mostra, tenutasi all’auditorium San Vincenzo Ferreri e fortemente voluta dalla sorella e dal cognato dell’artista, Concetta Cavalieri e Pippo Migliorisi, e curata da Amedeo Fusco con testi di Giorgio Flaccavento, è stata realizzata in occasione del primo anniversario dalla scomparsa di Giorgio Cavalieri. Le opere esposte sono state messe a disposizione da collezionisti privati, e sono molti coloro che collezionano opere di Giorgio Cavalieri. L’opera che è stata scelta come immagine della mostra è l’ultima alla quale stava lavorando Cavalieri. Rimasta incompiuta, ne è stata realizzata una tiratura di cento copie numerate e con timbro a secco, che molti ragusani hanno voluto portare nelle loro case. Amedeo Fusco, che ha avuto con Cavalieri un bel rapporto d’amicizia, ha dichiarato: “Mi sono reso conto, durante questa mostra, che i collezionisti delle sue opere non sono dei semplici fruitori della sua arte, ma ognuno di loro ha maturato uno speciale rapporto di amicizia personale con Giorgio. I riscontri sono stati tantissimi, rendendoci conto che Giorgio Cavalieri è in assoluto il pittore più presente nella città. Pertanto spero vivamente che continui a rimanere nella memoria viva di Ragusa, perché è un artista che merita di restare nella sua storia, come tante altre personalità a cui è stata riconosciuta la loro testimonianza con un’intitolazione: Via Giorgio Cavalieri”.

 

 

RITORNA IL CONCORSO “CARO DIARIO, TI SCRIVO”  

antonella licitra“Quando la vita diventa parola e le emozioni affiorano dalla scrittura”. E’ questa la frase ricca di significato e di grande intensità che contraddistingue l’invito alla cerimonia di premiazione della V edizione del concorso di scrittura creativa “Caro diario, ti scrivo” dedicato ad Antonella Licitra, prematuramente scomparsa, e in programma il 4 giugno prossimo alle ore 18 presso l’auditorium della scuola media Vann’antò di Ragusa. La grafica dell’invito prende spunto quest’anno da un’ opera olio su tela del maestro Franco Sarnari. Il concorso è rivolto agli alunni delle III classi delle scuole secondarie inferiori del Comune di Ragusa. Ai partecipanti è offerta la possibilità di sviluppare riflessioni o poter raccontare esperienze di vita, emozioni o sentimenti. Si partecipa con un testo inedito, strutturato in forma di diario. Saranno quest’anno il dirigente scolastico dell’Istituto Comprensivo ”Vann’antò”, prof. Rosario Pitrolo, il presidente della giuria Sandro Bracchitta ed i giurati Simona Buccheri, Biagia Dolce, Andrea Guastella, Angelo Licitra, Rossella Randone, Martina Spata, Mercedes Perricone, ad avere l’onore di annunciare i nomi dei tre vincitori e procedere con le premiazioni di rito. Al primo classificato andrà un computer portatile mentre al secondo e terzo classificato dei buoni libro. Il concorso, voluto dall’artista Sandro Bracchitta, marito di Antonella e dai familiari più stretti, si pone un duplice obiettivo: da un lato ricordare e mantenere sempre vivo il ricordo della figura introspettiva dell’insegnante che amava moltissimo il suo lavoro e gli studenti e dall’altro lato si intende incoraggiare nei giovani la passione che Antonella nutriva per la lettura e per la nobile arte della riflessione, la sua straordinaria capacità d’ascolto di se stessa e degli altri unita ad un’intelligente e acuta attenzione per gli aspetti più profondi dell’animo umano. Fortemente convinta dell’altissimo valore dell’insegnamento, era una donna e un’insegnante che aveva fatto della misura e della discrezione la sua cifra più rappresentativa. “A queste caratteristiche di Antonella e al suo amore per la vita e per la bellezza – afferma il presidente del premio Sandro Bracchitta – ci piace dedicare il concorso”. Appuntamento dunque per venerdì 4 giugno con all’interno anche l’intervento dell’attrice Simonetta Cuzzocrea, che leggerà i testi vincitori e alcune poesie, e del musicista Salvo Giorgio.

TELEVISIORI A TUBO CATODICO E SELEZIONI VISIVE, UN’INVASIONE A MARINA DI RAGUSA

met2b foto 2Nuovi avvistamenti a Marina di Ragusa. Vecchi televisori apparsi in differenti punti del borgo marinaro. Al loro interno trasmissioni multicolori indefinite, come alla ricerca di un segnale. Sembra abbiano perso il loro centro propulsore. I “tentacoli” elettrici che nei giorni scorsi hanno infestato come radici di una grande pianta il prospetto frontale del Met, iniziano adesso a dare i primi indizi sulla nuova installazione #Met2b – Urban Art MEeTing 2015. Fino domenica 31 maggio, vecchi televisori a tubo catodico posizionati dietro le vetrine di diversi esercizi commerciali di Marina di Ragusa anticipano e annunciano l’anima del nuovo progetto artistico firmato dagli architetti Elisa Muccio e Danilo Dimartino. Le tv sembrano alla ricerca di un segnale, talvolta più debole, ma che poi si sintonizza, forte e chiaro, per trasmettere varie selezioni visive, un found footage a cura di Alessandro De Filippo. Schegge, frammenti, estratti o intere documentazioni che raccontano, attraverso differenti punti di vista, la televisione. I lunghi fili elettrici tranciati che ricoprono la facciata del Met vivono un’ideale connessione con i televisori disseminati per la città. E’ come se li attirassero a sé per riconnettersi alla propria linfa. In piazza Torre si è già simbolicamente acceso il monoscopio, quasi ad avvertire che le trasmissioni riprenderanno presto, “ci scusiamo per la momentanea interruzione…”. Bisognerà attendere fino a lunedì 1 giugno per scoprire la nuova istallazione completa e dare ufficialmente il via alla nuova edizione della manifestazione che ogni anno attira a Marina di Ragusa artisti e creativi, dando loro la possibilità di sprigionare la propria fantasia e offrire nuova veste e nuova vita attraverso l’arte urbana all’installazione voluta da Thomas Battaglia negli spazi del Met. Appuntamento dunque a lunedì 1 giugno per scoprire ogni dettaglio di #Met2b 2015.

ELOGIO DEL DISEGNO

Francesco Balsamo l'ospite 2008 tecnica mista su carta 21 x 29,5 cmVerrà inaugurata sabato 6 giugno, alle ore 18.00, presso Palazzo Zacco di Via San Vito a Ragusa, sede della Civica Raccolta “Carmelo Cappello”, la mostra “Elogio del disegno”. L’esposizione, a cura di Andrea Guastella, organizzata dall’Associazione Aurea Phoenix, con il patrocinio dell’assessorato comunale alla cultura, raccoglie una selezione di disegni di autori italiani contemporanei e precicamente: Francesco Balsamo – Salvo Barone – Giovanni Blanco – Sandro Bracchitta – Momò Calascibetta – Giuseppe Colombo – Piero Guccione – Giovanni Iudice – Giovanni La Cognata – Giovanni Lissandrello – Vincenzo Nucci – Giovannni Robustelli – Franco Sarnari. L’esposizione resterà aperta fino al 23 giugno con orari di apertura 9 -13 e 15 – 17. Prevista inoltre per martedì 23 giugno, alle 18, sempre presso Palazzo Zacco, la presentazione del volume di Andrea Guastella “Il ramo verde”, Aurea Phoenix Edizioni, una raccolta di scritti sull’arte comprensiva del saggio che dà il titolo alla mostra e che le è esplicitamente dedicato.

Agnese Buscema al Teatro Brancaccio

IMG_4022La giovanissima modicana Agnese Buscema brilla con le sue performance al Teatro Brancaccio di Roma, con una tripla esibizione nel Tip Tap Show di Cesare Vangeli. Allieva sin da piccola dell’Accademia del Musical “Gli Armonici” di Modica, con cui ha nel tempo ottenuto diversi riconoscimenti a livello nazionale, da due anni Agnese frequenta la prestigiosa scuola di musical LIM di Roma, di cui Vangeli è fondatore e direttore. E in occasione della 20° edizione del suo ormai tradizionale appuntamento con il Tip Tap Show, andato in scena al Brancaccio il 20 maggio scorso, Vangeli ha coinvolto alcuni dei suoi migliori allievi, tra cui la modicana Buscema. La sua prima esibizione è stata nelle coreografie di Vangeli, che ha dedicato quest’edizione dello Show alla cucina e alla “Ricetta per il buon umore”, invitando come ospiti di eccezione Rossana Casale, che peraltro è tra i più autorevoli insegnanti della LIM, Mary Garrett, solista del Teatro alla Scala di Milano, e Philou Nagau, del Cotton Club di Parigi. Accompagnata dall’Orchestra dal vivo diretta dal maestro Emiliano Begni, Agnese Buscema si è poi esibita in “So in love” di Cole Porter, in duo col cantante finlandese Evan Schoombie, direttore del West Finland College. E infine si è esibita nel monologo del personaggio di zia Federica dell’Opera “Il giorno della tartaruga” di Garinei e Giovannini, anteprima dello spettacolo allestito dal cast della LIM che andrà in scena oggi e domani al Teatro di Documenti a Roma.

PREMIO QUASIMODO

finalisti premiatiPremiazione, sabato pomeriggio, presso il Teatro Garibaldi di Modica, dei 47 studenti finalisti della VII Edizione del Premio di Poesia Salvatore Quasimodo “La terra impareggiabile”, organizzato dal Caffè Letterario Quasimodo di Modica. A vincere la VII Edizione, per la sezione scuola elementare, è stata Elena Di Virgilio dell’Istituto Comprensivo “Paolo Vetri” di Ragusa , con la poesia ” Il poeta”, mentre al secondo posto si è classificato Vincenzo Lo Cascio della Scuola “G. Albo” di Modica con la poesia “La mia Modica”, e al terzo posto Alessandra Pitino dell’Istituto Comprensivo “G. D’Antoni” di Scicli, con la poesia “A ricuttara”. Per la scuola media ha conseguito il primo premio Francesco Terranova dell’Istituto Comprensivo “E. Ciaceri” di Modica, mentre al secondo posto si è piazzato Antonio Cavallo dello stesso Istituto, e al terzo posto Salvatore Cicero dell’Istituto Comprensivo “Leonardo da Vinci” di Ispica con la poesia “Le voci della natura” Vincitore della sezione scuola media superiore è stato, infine, Ivan Di Rosa, dell’Indirizzo Classico del “Galilei-Campailla” di Modica con la poesia “Modica”, mentre al secondo posto si è posizionato Samuele Pulino del Liceo Artistico con la poesia “Uomo del XXI, e al terzo posto Giuseppe Lucenti del Liceo Scientifico con la poesia “Il torrente barocco”. Per quanto concerne le sezioni speciali, si è aggiudicato il Premio in memoria del giornalista Giorgio Buscema, la studentessa Giulia Portelli dell’Istituto Comprensivo “G.D’Antoni” di Scicli con la poesia “A ‘ncravaccata”, mentre il Premio Speciale “Grazia Minicuccio” è andato a Edgarda Di Martino dell’Istituto Comprensivo “E. Ciaceri” di Modica con la poesia “Il mio infinito”. “Anche questa VII Edizione è andata in porto positivamente – afferma Domenico Pisana, Presidente del Caffè Letterario Quasimodo, sia per quanto concerne il numero dei partecipanti, sia per la qualità degli elaborati presentati dagli studenti, i quali si sono calati nei temi loro proposti con un approccio creativo alle loro città in tutte le varie articolazioni: paesaggistiche, barocche, enogastronomiche, monumentali ed artistiche, nonché sui temi liberi e su quelli dedicati alle due sezioni speciali intitolate al giornalista Giorgio Buscema e alla giovane modicana Grazia Minicuccio”.

OMAGGIO ALLO SCULTORE RAGUSANO CARMELO CAPPELLO

carmelo cappelloIn occasione del 103’mo anniversario della nascita dello scultore Carmelo Cappello (Ragusa 21 maggio 1912) Tele Nova trasmetterà la puntata n. 1004 di Come Eravamo, contenente riprese del 24 febbraio 1995 relative all’inaugurazione della Mostra Civica Carmelo Cappello, realizzata grazie alle opere che l’artista, morto all’età di 84 anni il 21 dicembre 1996, aveva donato a Ragusa. Alla cerimonia, presso l’aula consiliare del Comune di Ragusa, hanno preso parte tra gli altri, il sindaco Giorgio Chessari, il figlio Giovanni Cappello, la nuora Patrizia Serra, le sorelle e i nipoti dell’artista, il vice presidente dell’Ars on. Mario Mazzaglia, Francesco Gallo, Filippo Garofalo, Salvatore Assenza. La trasmissione andrà in onda giovedì 21 maggio alle ore 14:30, 18, 21, 24 e venerdì 22 alle ore 8.

RITORNA IL PROGETTO #MET2B – URBAN ART MEETING

IMG_6821Intrecci, nuove connessioni, visioni e al tempo stesso sogni in riva al mare. E’ partito sabato il nuovo progetto di Urban Art Meeting #met2b che trasformerà ancora una volta in opera d’arte la parete esterna del Met, il locale di tendenza a Marina di Ragusa. Una parete che si diventerà un moderno megafono veicolato attraverso centinaia di cavi, come lunghi tentacoli marini che ricoprono dall’alto al basso l’intera facciata. L’installazione dell’estate 2015, ha preso il via con “l’apparizione” a sorpresa di centinaia di metri di cavi che dalla cima pendono lungo tutta la facciata del Met in maniera quasi casuale. Questi, degradando man mano che si scende verso il basso, infestano il prospetto come radici di una pianta, antica connessione tra terra e fiore, tra terra e cielo. Ai piedi della stessa facciata, la sagoma di un ragazzino stupito dinanzi a tale indecifrabile selva di cavi elettrici, si chiede da dove potrebbero provenire e chi avesse potuto lasciarli lì, così tranciati. Una voce dentro gli suggeriva che quegli strani filamenti avevano dovuto alimentare qualche diavoleria dell’era contemporanea. Era come se da quella cima si dipartissero a pioggia connessioni dal sapore magico, potenti canali di congiunzione tra quel luogo e la città. Incuriosito, interrompe improvvisamente il gioco e afferra uno di quegli oggetti misteriosi intuendo di dover riallacciare quelle connessioni perdute. Dunque, la nuova installazione del progetto #met2b, che anche per l’edizione 2015 è ideato e curato dagli architetti Danilo Dimartino ed Elisa Muccio, darà a breve una risposta a quel ragazzino ristabilendo presto la connessione giusta ad ogni cavo elettrico finora tranciato, trasformando l’elettricità in energia e questa in messaggi, immagini, colori e suoni. Da questa futura connessione partiranno nuove idee e come un racconto che si svela pian piano, vedremo l’installazione mutare e creare sempre nuove suggestioni immaginifiche in modo da guidare lo spettatore lungo il percorso che ha intrapreso il progetto #met2b. Come sempre sarà possibile seguire l’evoluzione del progetto sulla pagina facebook del Met www.facebook.com/metsicilia e sui social attraverso l’hashtag #met2b.

 

IN MOSTRA LE OPERE DI GUCCIONE  

Piero-GuccioneOttanta opere di Piero Guccione saranno esposte a Modica dal 22 maggio e fino al 22 luglio (ex Convento del Carmine, Piazza Matteotti) per “Piero Guccione. Lo stupore e il mistero del Creato”, mostra organizzata dal Comune per celebrare gli ottanta anni del maestro compiuti il 5 maggio scorso. La cura è di Paolo Nifosì e Tonino Cannata. Il catalogo (Salarchi Editore, Comiso) propone testi di Nifosì, Andrea Guastella e Marco Goldin. Orari visita: lunedì-giovedì 10-20; venerdì-domenica 10-22. Ingresso libero. In mostra 80 opere provenienti da collezioni pubbliche e private di tutta Italia, e fra queste alcune inedite, che documentano l’attività di Guccione dai primi anni Sessanta a oggi: testimonianza sintetica di un’ampia produzione la cui “varietà dei soggetti” è stata definita “eroica” dalla scrittrice statunitense Susan Sontag. “Molto spesso – spiega il curatore Paolo Nifosì – si è parlato delle relazioni tra l’infinito nella pittura di Guccione e l’Infinito nella poesia di Leopardi. Anche se lui, in un’intervista, ha già chiarito che non c’è stato nelle sue intenzioni e nei suoi pensieri l’infinito leopardiano. Se è possibile un legame e un rimando penso sia quello col Cantico delle creature di San Francesco. Per quanto laico, Guccione ha cantato come San Francesco tutte le creature, la luce del giorno e della notte, la luna, le stelle, l’acqua, la terra”.

 

MOSTRA IN MEMORIA DEL PITTORE IBLEO GIORGIO CAVALIERI  

Giorgio Flaccavento, Stefania Campo, Concetta Cavalieri, Amedeo FuscoÈ stata inaugurata venerdì 8 maggio, presso l’Auditorium San Vincenzo Ferreri di Ragusa Ibla, la mostra commemorativa “Giorgio Cavalieri: pittore ibleo”, a cura di Amedeo Fusco e Giorgio Flaccavento. All’evento ha presenziato anche l’assessore alla Cultura e Beni Culturali di Ragusa, Stefania Campo, che ha parlato dei lavori di Giorgio Cavalieri come l’immagine familiare di ambienti che i ragusani vivono quotidianamente e che non si limitano alle case private ma anche a tanti luoghi pubblici, a partire dalle sue chine appese alle pareti di molte scuole. Le opere di Cavalieri raccontano il suo amore incondizionato non solo verso l’arte ma anche verso Ragusa e la sua gente. E lo stesso amore Ragusa gli restituisce, con questa mostra commemorativa che è stata possibile grazie ad una ricognizione delle tante opere custodite da collezionisti privati che l’hanno saputo apprezzare e che l’assessore ha ringraziato, così come ha poi ringraziato l’organizzatore Amedeo Fusco. Ha preso poi la parola il Prof. Giorgio Cavalieri, che ha curato i testi della mostra. All’inizio del suo discorso inaugurale della mostra, Amedeo Fusco ha scandito, pieno di commozione, il nome “Giorgio – Cavalieri”: ciò ha suscitato uno spontaneo e lungo applauso fra i numerosi presenti, fra cui moltissimi artisti, amici e collezionisti delle opere del pittore ibleo, e il senso di commozione si è diffuso per tutto l’Auditorium San Vincenzo Ferreri. Fusco ha poi parlato del suo rapporto d’amicizia con Cavalieri, ringraziando con pura commozione Pippo Migliorisi e Concetta Cavalieri (cognato e sorella dell’artista) per avergli chiesto di organizzare questa mostra. Amedeo Fusco ha consegnato la prima copia del catalogo proprio a Concetta Cavalieri, che ha ringraziato felice tutti i presenti intervenuti per commemorare il fratello. “Spero che Giorgio Cavalieri – ha detto poi Fusco – continui a rimanere nella memoria viva della città di Ragusa, perché è un artista che merita di restare nella storia della città”. La mostra rimarrà aperta al pubblico fino al prossimo 20 maggio, con esclusione del 16 maggio, e seguirà i seguenti orari: dalle ore 10:30 alle 13:00 e dalle 17:00 alle 21:00.

 

 

RAGUSA, SI INAUGURA LA MOSTRA IN MEMORIA DI GIORGIO CAVALIERI

Giorgio Cavalieri (2) (1)Sarà inaugurata l’8 maggio dalle ore 18:30 all’Auditorium “San Vincenzo Ferreri” di Ragusa Ibla la mostra “Giorgio Cavalieri: pittore ibleo”, fortemente voluta dalla sorella e dal cognato dell’artista, Concetta Cavalieri e Pippo Migliorisi, in occasione del primo anniversario della scomparsa del pittore. Le opere esposte sono state messe a disposizione da collezionisti privati, e sono molti coloro che collezionano opere di Giorgio Cavalieri. Il sindaco di Ragusa, Federico Piccitto, scrive: “La personale che Ragusa gli dedica è solo un piccolo riconoscimento per il compianto artista ragusano, che ha saputo rappresentare al meglio l’anima profonda di questa città”. Il testo critico del catalogo della mostra è a cura di Giorgio Flaccavento. La mostra è organizzata da Amedeo Fusco. L’esposizione sarà aperta al pubblico fino al 20 maggio (con esclusione del 16 maggio) dalle ore 10:30 alle 13:00 e dalle 17:00 alle 21:00.

Documentario su Piero Guccione su Rai Storia

setdoc-Guccione-10-480x320In occasione degli ottant’anni di Piero Guccione, Rai cultura ripropone su Rai Storia il docufilm di Nunzio Massimo Nifosì a lui dedicato. Guccione è uno degli artisti italiani contemporanei più rappresentativi. Nato il 5 maggio del 1935 a Scicli, dopo aver conseguito il diploma all’Istituto d’Arte di Catania, si trasferisce ben presto a Roma dove frequenta i pittori neorealisti Attardi, Vespignani, Calabria e dove nel 1960 allestisce la sua prima mostra. Verso la fine degli anni Sessanta è assistente di Renato Guttuso alla cattedra di Pittura, presso l’Accademia di Belle Arti. Il documentario sarà trasmesso sul canale 54 del digitale terrestre questo martedì 5 maggio alle ore 12.00. Il film traccia il ritratto di uno dei personaggi più noti dell’odierno panorama culturale, presente per ben sei volte alla Biennale di Venezia, riconosciuto dalla critica internazionale più autorevole, consacrato dalla grande retrospettiva che la Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma gli ha dedicato nel 2008. Il racconto di frammenti della vita di Guccione è il pretesto filmico per carpire la genesi del suo stile, svelare i luoghi che ispirano parte della sua recente produzione, la luce e il mare in cui l’artista immerge la sua anima.

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