04-03-2016
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Archivi giornalieri: 23/02/2016

APPELLO AI 5 PARLAMENTARI REGIONALI DELLA PROVINCIA DI RAGUSA

Salvo Ingallinera presidente Ascom RagusaQuesto l’appello della Confcommercio di Ragusa con il Presidente Salvo Ingallinera: “Il definanziamento della Legge su Ibla potrebbe segnare il definitivo tracollo di un sistema economico, quello Ragusano, già fortemente provato dalla attuale congiuntura economica e di cui la succitata legge è stata uno dei volani più efficaci e che ci ha permesso di puntare decisamente verso il settore Turistico. Sulle Royalties, che pure hanno portato notevoli somme extra bilancio, ancora non riusciamo a vedere tangibilmente gli effetti se non la gestione dell’ordinario. Da un lato non esiste nessun governo in termini di piani di sviluppo Economico e Sociale che vada oltre l’orizzonte temporale dell’anno; dall’altro lato osserviamo iniziative episodiche totalmente scollegate dai veri bisogni della città proprio su iniziativa di chi dovrebbe proporre e tutelare piani di sviluppo a lungo respiro. Osserviamo un quadro sconcertante e disarmante che ci è stato proposto come modello di sviluppo e cioè subire scelte anacronistiche puntando sulle fonti di Energia Fossile che mal si sposano con lo sviluppo Turistico e delle risorse tipiche della città quando è palese che si sta consumando uno degli episodi più turpi dell’ultimo decennio. Una città per competere deve essere in grado di offrire qualità urbana, spostamenti confortevoli, servizi ricreativi culturali e commerciali accessibili all’interno di spazi naturali e ambientali di qualità riducendo la dispersione degli insediamenti con la priorità di recuperare i Centri Storici che hanno toccato , in particolar modo a Ragusa Superiore, livelli di degrado insopportabili. Quest’ultima azione, ad iniziativa del Parlamentare Regionale Locale Dipasquale, aldilà degli errati aspetti Tecno Giuridici, sono politicamente devastanti per il futuro della città e del suo piano di sviluppo strategico. Dobbiamo uscire decisamente dall’improvvisazione e dal pressapochismo che nel caso di specie potrebbe facilmente essere scambiato per ascarismo, per pervenire finalmente ad una visione strategica e concertata per il rilancio della città. Nei fatti le risorse derivanti dal petrolio sono legate alla volatilità dei mercati, appartengono assolutamente ai territori dei giacimenti e solo ad essi debbono essere destinati per le finalità che il governo pro tempore della città decide con assunzione di responsabilità e in coerenza con i piani di sviluppo della città. Lancio un accorato appello alla Deputazione Locale e al senso di responsabilità dell’Assemblea Regionale affinchè si addivenga a cominciare dal rifinanziamento della Legge su Ibla, del Consorzio Universitario per via ordinaria e di tutti gli altri elementi infrastrutturali in modo da non dissipare quel patrimonio di percorsi di produzione, ricerca e innovazione che caratterizzano la nostra realtà locale e che rischiano di essere dispersi”.

LO STAGE DELLA CAMPIONESSA OLIMPIONICA YLENIA SCAPIN ALLA SCUOLA BASAKI DI RAGUSA

Alcuni allievi Basaki con Scapin e BaglieriIl nuovo stage tenuto da Ylenia Scapin, campionessa olimpionica di judo, ha riscosso un grande successo. Alla scuola Basaki di Ragusa, lo scorso fine settimana è stato caratterizzato da una presenza eccellente che ormai si può definire di casa da queste parti. La campionessa, infatti, accetta con grande disponibilità, periodicamente, gli inviti che arrivano dal maestro Salvo Baglieri che intende mettere i propri allievi nella condizione di potere acquisire al meglio i dettami tecnici, di carpire i segreti, di una delle atlete che ha scritto la storia di questa disciplina negli annali azzurri e che, a livello tecnico, è destinata a dare ancora parecchio in ambito nazionale. Nel corso degli anni i risultati di questa collaborazione sono arrivati con l’aumento esponenziale del rendimento da parte di tutti gli  allievi, dai più giovani ai meno giovani. Per ulteriori informazioni www.basaki.it

 

DECESSO DELLA LEGGE SU IBLA

nello-dipasquale-madonnina-300x248Riceviamo e pubblichiamo dall’associazione VivIbla.  “E’ di pochi giorni fa la notizia che ci lascia sorpresi, delusi e amareggiati e anche arrabbiati. Nella legge finanziaria in votazione  si legge su proposta anche di Dipasquale in Commissione Bilancio: la legge regionale 11 aprile 1981, n. 61, è annualmente rifinanziata per l’importo di 5.000 migliaia di euro con i proventi derivanti dalle coltivazioni di idrocarburi liquidi e gassosi nel territorio del comune di Ragusa di spettanza del comune medesimo.” E’ un gioco delle tre carte che nasconde l’inadempienza gravissima della regione di non finanziare la legge speciale (mentre dà soldi, a Siracusa ed Agrigento mantenendone di fatto il finanziamento regionale), “costruendo” così un giochetto teso solo a distrarre i creduloni. Il risultato del giochetto è l’umiliazione e il saccheggio di una città capoluogo e del suo patrimonio più pregiato e invidiato in tutto il mondo che viene assimilato a tutto e quindi cessa di essere “’Speciale”. Le somme della legge speciale sono a carico del bilancio pluriennale della regione. Vi è inoltre un evidente problema di legittimità legato al rifinanziamento della stessa legge, di carattere regionale, con risorse proprie del Comune. Risorse, peraltro, assolutamente variabili ed extra rispetto al bilancio comunale perchè non sono di certo entrate tributarie. Considerato che le royalty non sono un privilegio ma il “rimborso” per lo sfruttamento e il rischio potenziale ad esso connesso del sottosuolo di un territorio che è di competenza del comune dove avviene lo sfruttamento, questa manovra è una presa in giro oltre che una vergogna colossale perchè in totale contrasto con la Legge regionale 61/81 e con le leggi istitutive dell’ente territoriale Comune e con la sua autonomia finanziaria. C’è una illegittimità grande quanto una casa dal punto di vista tecnico contabile, l’ente regionale non può intervenire all’interno del bilancio del singolo ente comunale senza ledere l’autonomia dello stesso. Questa entrata straordinaria delle royalty che Ragusa come comune percepisce, non è un dato fisso ma è commisurata alla quantità di petrolio estratto, pertanto le quote, cioè le entrate, visto il calo continuo del prezzo del petrolio, scenderanno sempre più e ci potrebbe essere la seria possibilità che al comune di Ragusa non arrivino i soldi a sufficienza e non solo per finanziare la legge. Inoltre l’aumento dal 10 al 20% della percentuale del prelievo da parte della regione porterà le società petrolifere dell’estrazione ad una riflessione sui futuri investimenti e pertanto sulla convenienza o meno di mantenere i pozzi meno redditizi. La legge 61/81 ha rappresentato e rappresenta per la città di Ragusa e non solo, uno strumento che ha consentito di intraprendere un percorso importante nel recupero di un luogo di valore inestimabile che è riuscito a diventare sito dell’UNESCO grazie all’unico, immenso patrimonio artistico che i nostri padri ci hanno lasciato. Di tutto ciò ne ha beneficiato non solo Ragusa, ma anche tutto il territorio del sud-est che ha visto un incredibile sviluppo turistico i cui visitatori si sono riversati a Ibla e anche in tutto il territorio provinciale. Ibla ha raggiunto percentuali di incremento turistico di oltre il 100%, non si capisce perché deve essere penalizzata. I fondi impiegati hanno visto rivivere e risorgere splendidi palazzi barocchi, chiese, facciate, strade e vicoli medioevali, generando un movimento economico colossale che è sotto gli occhi di tutti. Pur tuttavia nonostante il lavoro svolto c’è tanto ancora da fare, dai parcheggi alla rivisitazione dell’intera rete idrica e fognaria, al recupero di interi quartieri. Sarebbe un gravissimo danno economico non solo per la città di Ragusa ma anche per l’intera provincia se questo percorso di valorizzazione intrapreso nell’81 con l’omonima legge, dovesse non più continuare attraverso il mancato finanziamento della legge. Sarebbe considerato dalla collettività tutta un fallimento e una sconfitta della politica locale e dei rappresentanti provinciali mandati a Palermo per tutelare gli interessi della provincia e della città capoluogo dove hanno raccolto molti consensi. Ibla è un bene e un valore assoluto nell’ambito di tutto il sud-est, tutto il mondo la invidia proprio perché ha conservato una caratteristica unica non presente da nessuna parte: l’impianto urbanistico medioevale e contestualmente una architettura barocca. Inoltre è un sito che può, da solo, porre le basi per uno sviluppo turistico-economico imponente che potrà servire per dare lavoro ai nostri giovani, ai nostri figli. Pertanto invitiamo i nostri rappresentanti a Palermo a non abbassare la guardia e a non rinunciare a lottare per la 61/81, la popolazione ragusana saprà discernere e dare il consenso elettorale a chi difenderà il territorio perché salvare la 61/81 significa difendere l’economia di Ragusa e Provincia”.

ENTI LOCALI SICILIA. MICCICHE’ (FI): “IN BALIA DELLA SORTE, LA REGIONE RITROVI IL SENNO”

micciche_gianfranco“I comuni siciliani sono sempre più vicini al punto di non ritorno: casse vuote, dipendenti senza stipendio, taglio dei servizi ai cittadini, default dietro l’angolo. Al governo Crocetta, principale responsabile di questo sfacelo, chiediamo con determinazione di non lasciare gli enti locali in balia della sorte, ma di trovare una soluzione in seno alla legge Finanziaria. Tagliare 132 milioni ai comuni per il 2016 è stata l’ennesima decisione sciagurata dell’esecutivo regionale. Condividiamo il grido d’allarme dell’Anci, dei sindaci siciliani, lasciati soli in prima linea, di fronte alle drammatiche emergenze vissute dalla nostra terra”, lo dichiarano congiuntamente l’onorevole Gianfranco Micciché, commissario di Forza Italia in Sicilia e l’onorevole Marco Falcone, capogruppo di Forza Italia all’Ars.

TRIVELLAZIONI PETROLIFERE: LEGAMBIENTE RAGUSA INVIA LE OSSERVAZIONI ALLA VALUTAZIONE DI IMPATTO AMBIENTALE DEL NUOVO POZZO ARANCIO

trivella_pendolo_per_petrolioSono state depositate da Legambiente Ragusa le approfondite osservazioni alla richiesta di Valutazione d’Impatto Ambientale avanzata dall’Eni per la realizzazione del pozzo Arancio 1.  E non potevano che essere negative visto che il sito dove dovrebbero essere effettuate le trivellazioni è localizzato in un’area con livello massimo di tutela per quanto concerne il piano paesaggistico e sottoposta a vincolo di inedificabilità. “E’ assurdo infatti, ha evidenziato l’associazione ambientalista iblea, che in un’area dove ad un comune mortale non verrebbe permesso di costruire neanche un box auto, ad una Società petrolifera si voglia dare il diritto di realizzare un pozzo petrolifero con tutte le opere (sbancamenti, apertura piste etc.) ad esso connesse”. Nella relazione inviata dal Circolo Il Carrubo di Ragusa al Ministero competente si è tra l’altro evidenziato che la postazione dove dovranno essere realizzate le perforazioni dista poco più di due km dalle prime case dell’abitato di Modica e circa tre km dall’abitato di Ragusa. Con una distanza senz’altro maggiore, 5 km dall’abitato di Foggia, la Regione Puglia ha bocciato il progetto di un pozzo petrolifero  ritenendolo troppo vicino ai centri abitati. “Risulta evidente – sottolinea Legambiente _ che, in tema di diritti per la salute e per l’ambiente, i cittadini di Ragusa e Modica meritino analoga attenzione rispetto ai cittadini di Foggia”.

LA BATTAGLIA DI IACONO ED IL SENSO POLITICO DIMENTICATO

Giovanni-Iacono-680x365_cMentre si attende che la Regione approvi o cancelli l’emendamento di Nello Dipasquale che vuol gestire i soldi derivati dal petrolio come meglio gli aggrada, togliendoli da Ragusa e dandone qualche manciata in giro per la provincia, il nostro gioiello delle meraviglie, il porto turistico di Marina, torna in prima pagina per il sequestro, per infiltrazioni mafiose, delle azioni Tecnis, Cogip Holding e Artemis SpA. La Cogip ha appunto partecipazioni in Mariblea Service  che si occupa dei servizi del nostro porto. Che relazione c’è tra la protesta di Giovanni Iacono con le sue dimissioni da presidente del consiglio e la lotta antimafia  che ha portato i carabinieri a sequestrare le azioni della Tecnis? I due eventi che si sono presentati nello stesso asse temporale – solo cinque giorni di distanza – ci conducono a riflettere sulla storia politica e amministrativa dell’ultimo decennio con il deputato Dipasquale referente della voracità e della destrezza degli uomini d’affari e Iacono che nel 2007 intuisce la portata e le conseguenze di una speculazione edilizia che condurrà Ragusa alla morte urbana. Perchè ricordare oggi questa vicenda lontana e rimettere uno di fronte all’altro i due? La ragione è facilmente intuibile: visioni del mondo e sentimenti politici diametralmente opposti che nessuna iscrizione di facciata a qualsiasi partito progressista, oggi il Pd in cui si è ricollocato Dipasquale – tanto per intenderci- può far ricongiungere. L’azione di lotta contro l’amico dei costruttori che Giovanni Iacono allora si intestò – non fu il solo, in verità, a tenere testa all’allora sindaco- fu un seme educativo che germogliò immediatamente nel cuore dei ragusani e che divenne patrimonio culturale di tutti i giovani di quell’epoca. I cinque stelle e il nostro sindaco sono, ad esempio, gli spettatori silenziosi di quegli accadimenti,  di quella battaglia – e purtroppo di  quella sconfitta -,  e quella esperienza ha costituito parte delle fondamenta di ribellione al sistema che li ha condotti all’adesione movimentista per una società migliore, più sana, più giusta, più onesta. Quando Giovanni Iacono sceglie da solo di rompere gli indugi e si rituffa a capofitto nello scontro con Dipasquale in una nobilissima battaglia a difesa della legge su Ibla e a difesa del rimborso che le società di petrolio ci devono, è chiaro che lo fa nella certezza che i ragazzi cinque stelle lo seguano così come quella parte di città progressista che per fortuna esiste e resiste. In queste ore questi aspetti fondamentali della vicenda dimissioni  ossia il rinnovato scontro con il “nemico” Dipasquale, e la necessaria comunanza d’intenti con i cinque stelle sono stati però sporcati e volutamente offuscati. La destra e lo stesso Dipasquale hanno iniziato a parlare di fantasiosi e ipotetici appetiti futuri di Iacono per candidature di chissà che anno, e, purtroppo, i cinque stelle, a volte privi di elementare buona educazione politica, invece di respingere la provocazione delle dimissioni hanno iniziato a trastullarsi nei loro sogni di presa totale delle istituzioni. Intanto mercoledì notte si saprà di che morte dovremo morire, ovvero se l’osceno emendamento Dipasquale  verrà votato o cassato. Non siamo messi bene: nonostante il buon lavoro fatto dalla deputazione cinquestelle e la motivatissima, logica e ragionata lettera di Piccitto e Iacono alla presidenza dell’Assemblea regionale che smantella a suon di norme l’emendamento, da quelle parti, a Palermo, vince chi governa, e Dipasquale sta sempre dalla parte giusta, quella del potere. E’ chiaro che qualora l’emendamento venisse respinto tutti ne gioiremmo e Iacono dovrebbe tornare a presiedere con rinnovato orgoglio il consiglio comunale, ma in caso contrario? Sì, sarebbe ancor più doveroso che i cinque stelle per esprimere la riconoscenza alla temeriaretà di Iacono che non è improvvisazione, ma perseveranza nella individuazione netta dell’avversario, richiamassero Iacono alla guida del consiglio. Ai cinque stelle serve moltissimo, anche se non tutti percepiscono questo loro stato di bisogno, una compartecipazione al governo della città perché li obbliga ad una costante, anche se difficile e disturbata, connessione con tutto ciò che è altro da loro. Perdere Giovanni Iacono non rappresenterebbe una “liberazione” per tornare alla infantile e falsa purezza che inseguono, bensì un arretramento, l’ennesima chiusura, la certificazione di incapacità a tessere un dialogo, l’impotenza a realizzare l’unità nella diversità in nome di un progetto solido e duraturo per la città di Ragusa. Non capire le mille sfumature sulle dimissioni di Iacono – non ha valenza alcuna se solo annunciate o protocollate o comunicate – significa farsi spostare sul terreno di gioco favorevole a Nello Dipasquale e alle persone che come lui ritengono Ragusa un campo di azione per ogni avventura privata e personalissima. Questa orrida condizione non vale solo per gli affaristi e per la politica che li protegge, ma può essere allargata e divenire condizione necessaria per l’agire indisturbati in assenza di un senso civico profondo e colto che impedisca e individui il male di cui stiamo parlando. Anche il governo cinque stelle per Dipasquale ed i suoi amici, sembra paradossale, deve trasformarsi in avventura politica episodica senza radici, senza ramificazioni. Ed infatti l’ex sindaco con scaltrezza ha lanciato una freccia velenosa a due punte; con la prima denigrava l’azione di Iacono e con l’altra sperava di iniettare ai cinque stelle l’elisir della beata solitudine. La presenza di Iacono dentro il governo cittadino dunque è importante a riconferma di una direzione politica che i cinque stelle possono rappresentare se non dimenticano la storia di questa città.

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