Una mostra “plurisensoriale di arte fabbrile”, realizzata da Nello Veloce in collaborazione con l’Ens e Uic della Provincia di Ragusa, si terrà presso l’Auditorium San Vincenzo Ferreri dal 15 al 20 dicembre. Attraverso il tatto, la mostra darà la possibilità alle persone cieche di percepire le opere d’arte in esposizione. Alle persone sorde sarà fornita una apposita video guida in Lingua Italiana dei Segni, caricata su tablet. La settimana espositiva sarà caratterizzata da un ciclo di eventi legati al Turismo Sostenibile nel Patrimonio Unesco negli Iblei, in collaborazione con l’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Ragusa.
Archivi giornalieri: 05/12/2015
II caso Campo e la voglia di cambiare
Le sedute della commissione trasparenza, con le audizioni dei protagonisti della storia dell’assunzione del marito dell’ex assessora Stefania Campo, hanno confermato in pieno quanto raccontato da Tele Nova. Sono emersi però altri particolari che rendono ancor più grave la vicenda. Questi nuovi elementi sono stati forniti dal presidente della cooperativa Agos, aggiudicatrice dell’appalto per la lettura dei contatori idrici, e dai tre letturisti, Miciluzzo, Iacono e il dottore Sottile consorte della Campo. Cosa sapevamo sino ad oggi? Della madre della Campo, signora Tinè funzionaria comunale, che inserisce nel 2014, nel bando, l’obbligo dell’assunzione per i lavoratori provenienti dall’appalto precedente – blindando così la posizione del genero che ebbe la fortuna di ottenere quel lavoro nel 2012 quando era sindaco Nello Dipasquale; sapevamo della trattativa intercorsa tra i letturisti ed il presidente dell’Agos, La Mesa, per ottenere la paga di 850 euro nonostante il servizio prevedesse il cottimo, con l’incontro al bar che vede la presenza del dottore Sottile accompagnato dalla moglie assessora in carica; sapevamo di un ultimo incontro tenutosi al Comune di Ragusa e promosso dalla Tinè in cui partecipano i tre letturisti, la cooperativa, il dirigente Lumiera e la funzionaria suocera; sapevamo infine che l’ultimo appalto vinto dalla Pegaso qualche mese addietro vede la riconferma solo del dottore Sottile e l’esclusione degli altri due letturisti. Cosa si è scoperto adesso? Che quanto raccontato in audizione in modo più che vago da Lumiera e la Tinè, la quale ha prodotto anche una “memoria” scritta, non regge. Infatti la Tinè sostiene che l’incontro al Comune fu un’idea di Lumiera che aveva l’esigenza di far partire l’appalto, e, entrambi i comunali, ovvero il dirigente e la funzionaria, in commissione trasparenza dribblano su uno dei nodi centrali: perché erano presenti i tre letturisti all’incontro? Chi li aveva invitati al Comune? Lumiera risponde che non lo sapeva. Ma la verità è un’altra. La Tinè chiama La Mesa per incontrarsi e chiama anche il capo dei letturisti Miciluzzo il quale a sua volta telefona agli altri due. Il marito della Campo dichiara infatti che è stato invitato all’incontro dal collega Miciluzzo. La Mesa inoltre dichiara di non aver avuto mai avuto alcun contatto con Lumiera e di essersi meravigliato quando, giunto al Comune, trova i tre letturisti. La storia è semplice. I tre letturisti premevano per ottenere una cifra, gli 850 euro, e La Mesa rimaneva fermo al punto del pagamento a cottimo stabilito dal capitolato; la situazione era in una fase di stallo. Cosa fa la Tinè per chiudere la partita? Organizza l’incontro decisivo: chiama i letturisti, telefona a La Mesa il quale la va a prendere in macchina nella sede distaccata di Via Spadola, e, giunta al Comune, passa la palla a Lumiera che insiste e insiste e insiste sulla necessità di far partire il servizio altrimenti… – e questo Lumiera lo dice prendendosi da parte La Mesa – scatteranno le sanzioni. La Mesa accetta. Seconda parte quella che riguarda la cooperativa Pegaso. Perché fu contattato ed assunto solo il dottore Sottile? Perché solo questi risultava “Armonizzabile” con le esigenze della ditta? Evidentemente a La Ferla l’unico letturista che gli garbava era il marito dell’ex assessora Campo ed infatti agli altri due non offre il lavoro– circostanza che smentisce quanto dichiarato dalla Campo in più occasioni per giustificare il trattamento riservato al marito. E perché il Comune non si è mai occupato di conoscere i motivi per cui la cooperativa non ritiene percorribile l’armonizzazione prevista dall’appalto, e perché non si occupa che il servizio sia effettuato e bene? Quante domande, quanti dubbi, quanti pasticci, quante comportamenti poco consoni a una pubblica amministrazione che deve salvaguardare gli interessi collettivi! Ricordiamo che stiamo pagando le bollette dell’acqua sulla base dello storico e non della rilevazione, e lì, al Palazzo, si ha il tempo, la forza persuasiva, l’occhio di riguardo, quando le questioni non sono proprio di interesse generale, e se invece c’è da tutelare i cittadini a nessuno importa un fico secco di controllare la regolarità e efficienza in quel casino delle cooperative sociali! E’ per questo che sarebbe doveroso inviare tutti gli atti e le registrazioni frutto di queste giornate di commissione trasparenza alla Procura della Repubblica. La questione non è il reato, ma gli usi ed i costumi degli apparati burocratici oltre, evidentemente, la superficialità della Campo che o non si accorge dei grandi movimenti in corso ad opera della madre, o non è all’altezza di comprendere, come abbiamo già scritto, ruolo e limiti. E fra i punti più scottanti della vicenda c’è appunto la mentalità che impera tra i dirigenti comunali – a cui l’invio degli atti alla Procura farebbe capire che è ora di rigenerarsi – poiché l’apparato è restio al cambiamento e prigioniero di un patto di rispetto con le forme del vecchio potere con cui fra l’altro mantiene e coltiva rapporti. E’ questa una delle battaglie che deve vincere Piccitto: rinfrescare l’aria di Palazzo dove non è un caso si sia sviluppato l’affaire Campo che alla fine riflette sino al ridicolo e al parossistico una antica e consolidata normalità. Ora vediamo cosa accade dentro i cinquestelle. Il sindaco Piccitto che ha fatto bene a mandare via la Campo, sta affrontando un momento difficile. Non è bastato Giancarlo Cancelleri a rimetterli in riga; la densità politica raramente è dote naturale e i consiglieri cinquestelle, soprattutto i membri della commissione risanamento che stiamo vedendo all’opera, rappresentano il fior fiore della improvvisazione al governo che, non sembri contradditorio, è una delle vere qualità del movimento. L’improvvisazione però è genio, intuito, fantasia, coraggio e non la visione di questi consiglieri che come gladiatori stanchi dalla costrizione alla lotta, ogni tanto si riscuotono dal loro sopore, danno un colpo a casaccio, si guardano fra di loro smarriti e ripiombono in un torpore pieno di certezze in cui si erge, ma per stupefacente bellezza, il consigliere Salvatore Dipasquale. Portano il vessillo glorioso della Santa Stefania Martire dell’Amor Sottile, e non comprendono che non serve alcuna difesa, esigenza inutile e ampiamente superata dall’evidenza dei fatti e dalle dimissioni: dovrebbero essere loro a incalzare, a ricollegare, a rivoltare il pantano, rinnovando all’elettorato la promessa di cambiamento. Non capiscono questa esigenza politica, vedono solo la punta del loro naso, non riuscendo ad approfittare della grande opportunità che gli si è offerta ossia quella di formarsi e temprarsi come classe dirigente. Hanno scelto di ripararsi dalla accusa dello scandalo, rinnegandolo con un infantile “non è vero”, che non porta da nessuna parte. Ne usciranno malissimo nell’opinione pubblica ragusana, e il sostegno e il negazionismo dei loro i amici che scrivono a vanvera – chi per interesse chi per ottusità – peggiorerà la loro condizione di astrattezza e scarsa densità politica. Il sindaco è solo in questa immensa maggioranza che passa dall’impalpabilità assoluta alla gravità di un macigno. Non è vero che uno vale uno, quando sedici consiglieri ne valgono tre e quattro capaci e pensanti. E’ vergognoso che durante l’occupazione dei lavoratori dell’immondizia, consiglieri ed esecutivo siano entrati nel pallone nonostante il bando preparato dalla giunta sia ottimo. Non riescono ad uscire dall’assunto che loro sono inattacabili perché migliori, e da qui sbagliano tutte le mosse, ed evitando i contatti, il confronto, la duttilità, la mediazione, si autoescludono dalla possibilità dallo scambio di crescita con gli interlocutori. L’altra sera la Zaara Federico in un momento di tensione e difficoltà quando i lavoratori dell’idrico con i loro cartelloni protestavano per alcune clausole dell’appalto, è esplosa con tutta la sua lunghezza d’arti – le sue braccia preannunciano l’articolazione della parola, purtroppo rivelatasi in questa circostanza infausta – in un “ne approfittate anche di questi disgraziati!”, rivolgendosi all’opposizione. I disgraziati, per la signora, sono i lavoratori. Fa bene la Zaara Federico a scambiarsi amorevoli messaggini via facebook con la Campo: in quel giardino delle meraviglie, i disgraziati dei lavoratori stonano eccome. In quel quadretto oleografico, non c’è mutamento di scena, non c’è movimento, non c’è evoluzione, solo perfezione. Una illusione, una sciagura, se si fa politica. Chi dovranno chiamare – Di Maio o Grillo ?- per capire che tutta la vicenda della Campo si era già conclusa quando in commissione trasparenza la signora Tinè così parlò: “E vediamoli allora quanti ce ne sono parenti di gente del Comune dentro le cooperative!”. Dovevano ritrarsi i cinquestelle davanti a tale dichiarazione qualunque sfumatura la si voglia dare, dall’amara verità, alla disperazione, al condizionamento; invece sono rimasti immobili non cogliendo l’urgenza di defilarsi.
Fermati 3 scafisti a Pozzallo
Il tunisino Tarah Barhoumi e il marocchino Hassan Ismail, entrambi di 23 anni, hanno condotto un gommone con 96 migranti a bordo. L’egiziano Mustapha Hamed di 68 anni, era al comando di un barcone in legno con 428 persone. La Polizia di Stato ha proceduto all’identificazione di tutti i migranti, provenienti da Eritrea, Somalia, Etiopia, Marocco, Egitto, Tunisia e Siria, e ad ospitarli presso il C.P.S.A di Pozzallo in attesa del trasferimento verso altri centri del territorio nazionale.
Arrestati a Pozzallo due nordafricani con passaporti falsi
La Polizia ha tratto in arresto due sedicenti cittadini libici: all’interno della loro auto, un’autovettura di lusso di grossa cilindrata, vi erano altre targhe libiche. Uno degli arrestati era già stato detenuto per lo stesso reato meno di due anni fa a Catania. Grazie alla collaborazione di diversi uffici della Polizia di Stato siciliani, si è potuto accertare che i due avevano fatto ingresso dalla frontiera portuale di Palermo, poi in auto si erano recati a Pozzallo e da quella frontiera stavano per partire per Malta.
Denunciate tre persone
La polizia ha smascherato l’autore di una truffa perpetrata ai danni di una tabaccheria di Ragusa. Il soggetto, dopo aver effettuato una ricarica di una carta postepay di alcune centinaia di euro, si è allontanato per effettuare il prelievo necessario al pagamento in un bancomat, per poi fare perdere le proprie tracce. I poliziotti, visionate le immagini della videosorveglianza interna, hanno memorizzato le effige del truffatore, D.G. di 46 anni, lo hanno trovato e deferito all’autorità giudiziaria per truffa. La polizia ha inoltre deferite in stato di libertà due persone per appropriazione indebita di un autovettura e per false attestazioni a pubblico ufficiale sulla propria identità.
ARRESTATO A VITTORIA PER SPACCIO GIOVANNI TUTINO
I Carabinieri, nel corso della perquisizione domiciliare e delle pertinenze dell’abitazione di un pregiudicato vittoriese di 37 anni, hanno trovato quasi 40 grammi di hashish, suddivisi in 14 dosi occultate in vari punti della cucina, di 100 euro in contanti, ritenuti provento dell’attività illecita, nonché di un bilancino di precisione funzionante e di materiale atto al confezionamento della droga: il tutto è stato sottoposto a sequestro penale. Giovanni Tutino è stato sottoposto agli arresti domiciliari presso la propria abitazione di via Torino.
CASO CAMPO, EMERSI ALTRI ELEMENTI NELLA TERZA RIUNIONE DELLA COMMISSIONE TRASPARENZA
E’ proseguita anche venerdì la commissione Trasparenza del Comune di Ragusa. “Sono emersi altri elementi che travalicano il caso in questione e che meritano ulteriori approfondimenti. Ecco perché abbiamo avuto un pizzico di fiuto quando abbiamo detto che la vicenda avrebbe comportato un prolungamento d’indagine alla luce delle numerose implicazioni esistenti. E i fatti, finora, ci stanno dando ragione”. Lo dice il presidente dell’organismo consiliare, Elisa Marino. “Non è da escludere – aggiunge il presidente Marino –che possano esserci altre sorprese nella prosecuzione delle sedute. Ma il nostro compito è stato e resta quello di valutare con la massima attenzione i contenuti delle varie audizioni affinché si possa mettere poi chi di competenza nella eventuale possibilità di procedere”. Il presidente Marino comunica, inoltre, che le convocazioni delle prossime riunioni della commissione sullo stesso argomento sono ancora da concordare.
Telenova Ragusa